Frammenti

Ore quattro del mattino. Il bus è pieno di gente stanca e ubriaca, la puzza di fumo fritto e alcool impregna l’aria. Sgranocchio un pezzetto di cioccolata per togliere il pessimo sapore che ho in bocca, la pioggia batte violentemente a terra, mi bagnerò sicuramente i piedi: le ballerine non sono affatto resistenti all’acqua, maledette. Puzza, troppa puzza davvero qui dentro, qualcuno diciamo, si è lasciato andare. Tornerò coi piedi fradici e i capelli umidi anche se coperti dal cappuccio, ma un bella doccia calda e un affettuoso abbraccio sono a casa ad aspettarmi. La ragazza qui accanto aprirá la porta di casa e suo padre sará lí ad aspettarla con il bastone in mano; il ragazzo alla mia destra semplicemente si tufferá vestito a letto, fino a domani a mezzogiorno, quando mamma lo chiamerà per il pranzo. La tizia bionda dalle scarpe orriibili si fionderá nella sua cameretta rosa a smaltire la sbornia e la rossa grassa, sua amica, si alzerá domani mattina e si guarderá allo specchio, come ogni giorno, odiando a morte quei fianchi larghi ed ingombranti.
Non capisco nulla di quello che stanno dicendo, parlano un’altra lingua, decisamente diversa dalla mia, ma non è necessario sapere cosa la gente dice.
È la mia fermata, scusate, devo scendere.

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2 thoughts on “Frammenti

  1. La strada, i mezzi pubblici di città lontane ma che ormai sono nostre, la polvere delle scarpe, la tosse del mattino del fumatore con la sigaretta in mano. Mi mancano certe cose del muoversi e dell’aver questo contatto diretto con il mondo.

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