Ode alla mia estate 2.

Ma davvero ora dovete dirmi che cazzo vi piace dell’estate se siete dei lavoratori, no davvero ora mi elencate quali sono le gioie dei 30 gradi quando non siete in vacanza a grattarvi la pancia. Due settimane al massimo di vacanza vi fate no? Siete delle persone normali e forse ne fate una sola come me. Ecco, tre mesi di caldo e patimento per gioire due settimane: voi siete completamente fuori di testa.
A mio avviso avete ancora la testa nel cazzeggio post scuola, quando vi facevate tre mesi di sveglia tardi, a letto tardi, pomeriggio a guardare la tv nel buio del salotto, piscina con amici o mare coi nonni: ci andate al lavoro ora? E allora non venitemi a raccontare che vi piace puzzare dopo 10 minuti che siete usciti di casa, che vi piace avere le mutande bagnate di sudore attaccate al culo e il rivolino che scorre lungo le tempie e che ridotti cosi avete 8 ore davanti a voi che vi aspettano. Ceeeerto, negozi e uffici hanno l’aria condizionata ora, che garantisce la produttività, schiavi del sistema del cazzo, siamo tutti schiavi del sistema.
Ooohhh anche a me piace il caldo se sono all’ombra di una palma con un cocco in mano nella spiaggia di Bali, lo amo. Ma in questa città di merda, che è anche la vostra cittá di merda, tre mesi di patimento sono un lager e ci illudiamo che non sia cosí perché il sistema di merda ci offre quattro piscine comunali sporche e pregne di cloro, centri commerciali ghiacciati dove siamo spinti ad entrare per trovare un po’ di sollievo e quindi, comprare qualcosa che mai ci servirá. Fanculo al sistema di merda: in estate non si dovrebbe lavorare affatto, come se fossimo tutti studentelli felici.
Anche oggi, un’altra giornata di rabbia e sono almeno 10 anni che passo tre mesi all’anno cosí, ho il terrore dell’estate perché mi toglie la voglia di vivere e sorridere, perché la mia normale forza fisica diminuisce, perché mi tenta con freschi e dolci gelati pieni di carboidrati, perché mi obbliga a scoprire le gambe piene di capillari rotti e bianchissime (ma non voglio prendere il sole!) perché mi rovina la pelle e schiarisce i capelli, perché devo mettere in mostra i piedi e trovo che siano volgari, perché vorrei quasi digiunare, ma svengo perché mi mancano le forze. Perché non posso stare stretta al mio amore la notte e non posso farmi abbracciare senza provare ribrezzo per la patina di sudore che si crea allo sfregamento dei corpi, perché devo sopportare la gente piú riconglionita del solito.
Dicono che domani rinfrescherá. Lo spero, altrimenti faccio una strage.

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One thought on “Ode alla mia estate 2.

  1. “…se siete dei lavoratori”. Dieci e lode per questa condizione. Questo post è uno sfogo ma è anche ragionatissimo, intaccabile. Da un anno sono quasi disoccupata e, ora che non sto più a 20 min dal mare, avverto di più la pesantezza del caldo umido. Quando lavoravo, col caldo in effetti era tutto un braccio di ferro: una-due docce al giorno, mille vestiti da lavare, trucco poco e mal fatto per la consapevolezza che il sudore l’avrebbe alterato, braccia arrossate dai segni dei braccialetti. E le saune in macchina, non avendo l’aria condizionata – ovvero 15 minuti di viaggio e ritrovarsi schiena e camicia da strizzare e faccia a chiazze. La mia prima cistite? A inizio agosto di qualche anno fa, in una mattinata rovente. Personalmente posso solo dire che rivorrei tanto tutto questo, visto che ora sono al palo, e che comunque non lo trovo peggiore del combattere d’inverno col freddo perenne, i raffreddori, le strade ghiacciate, i vetri appannati, i vestiti che non si asciugano mai e la scomodità di giacconi e sciarpe.
    :*

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