The tram series: Ian e Jana

Ian e Jana si tenevano per mano quella mattina in cui il tram li investí.
Una coppia brutta, entrambi superati i 40 anni da un bel pezzo, forse lei qualche anno in meno, fatico ancora a dare un’etá alle donne dei paesi che per molti anni sono stati sotto il dominio comunista in quanto la loro tendenza a lasciarsi andare dopo i 30 mi sbalordisce, in un’era dove il bombardamento telematico ci impone la milf come modello imperante di donna non più giovane, ma nemmeno anziana.
Ian e Jana si erano amati in silenzio la notte precedente, lui la toccava dove quel padre padrone anni prima aveva violato la sua infanzia e per qualche anno poi la porta si era chiusa, lasciandola indifferente al resto, un vantaggio nel periodo in cui i soldi mancavano come la voglia di scappare e il bordello aiutava le ragazze come lei che dovevano guadagnarsi il rolik quotidiano.
Ian aveva un figlio maschio invece, avuto con una donna qualsiasi che non gli aveva dato nulla se non guai e quel figlio ora reclamava la sua identitá, che Ian, non del tutto certo che quel piccoletto fosse sangue del suo sangue, non voleva concedere piú per dispetto che altro. Si era fatto accarezzare dolcemente dalla sua Jana, nonostante il desiderio di posserderla subito senza preliminari, gustarne il corpo e gli umori con foga, ma amava quella donna che lo faceva sentire qualcuno e attendeva i suoi tempi, per darle quello che la vita le aveva sempre negato.
Brutti, entrambi brutti fisicamente, ma nell’insieme piacevoli grazie a quelle mani strette l’una all’altra, per l’ultima volta; ancora assopiti e cullati dai meritati abbracci dopo una vita semplice, non si sono accorti dei lavori in corso. Complice l’autista distratta dai pensieri per il figlio malato, sono stati spinti dal tram verso il lato opposto della strada, lei è morta schiacciata sotto le rotaie, lui investito da un’auto che procedeva nella direzione opposta.
La stretta di mano violentemente negata, un ultimo sguardo a cercare gli occhi nei volti maciullati e gli unici 15 minuti di celebrità nel giornale locale in un trafiletto titolato “coppia muore in strada” regala loro l’unica unione legale che è stata possibile nella loro triste vita.

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