The tram series: Zuska.

La seconda volta che ho visto Zuska in tram guardava fuori, gli occhi perduti verso un obiettivo ormai lontano. Giocherellava con la fedina al dito e masticava la gomma silenziosamente, non sorrideva come quando l’avevo vista qualche giorno prima, piuttosto mostrava un certa serietá, non tristezza, per inciso, ma qualcosa sicuramente era andato storto durante il fine settimana.
Qualche giorno prima, giusto dopo il lavoro, aveva aperto il suo cuore a qualcun’altro come mai era successo da molto, moltissimo tempo; nessun rimpianto per la voglia di sentirsi viva, di sentire il cuore saltarle fuori dal petto per l’emozione, come a 16 anni, davanti a qualcosa di proibito, ma infondo lecito per assicurarle la felicitá quotidiana. Ci aveva pensato molto prima di dire quelle parole che le sarebbero valse l’onestá sotto alcuni punti di vista, ma lei era convita come non mai a smascherarsi e denudarsi davanti a lui, anche se la pena sarebbe stata la sofferenza e la vergogna ogni qual volta il suo viso si sarebbe riflesso allo specchio e la tristezza nel guardare il compagno inconsapevole dormire beato come un bambino innocente.
E come una ragazzina agitata l’ho vista sorridere felice, lo sguardo pieno di speranza con la sua musica preferita nelle orecchie. L’ho vista in imbarazzo mentre salutava quel ragazzo dagli occhi chiari e subito si è seduta trattenendo un sorriso troppo grande per lei e per questa gente e ho capito tutto.
Ma stamattina Zuska era diversa, lasciati i vestiti neri a casa, ha preferito qualcosa di chiaro e leggero, d’altronde non ha piú da nascondere ora. Purtroppo.
La sua breve storia d’amore è terminata prima ancora di essere consumata e non sa ancora se sorridere o meno, ecco perché ora sul suo viso non compare un sorriso, ma sembra quasi indifferente al mondo Zuska: forse quel rifiuto è stato un sollievo nel suo petto, troppe responsabilità per tutti, troppi sentimenti stracciati, appallottolati e buttati nel fuoco ad ardere, troppe persone coinvolte in una storia senza esito felice. Il ragazzo dagli occhi chiari è stato saggio nel riufitarla: perché faticare per qualcuno giá impegnato quando in giro, a disposizione, l’offerta era ampia e di facile accesso? Mica stupido lui, forse un po’ di piú lei che ha affidato per poco tempo il suo cuore ad un ragazzo intelligente, sveglio e troppo coscenzioso.
Giá si guarda altrove Zuska, sconfitta nell’autostima, ma decisa a sollevarsi presto. D’altronde nel fine settimana ha dato il meglio per mostrare di essere la compagna perfetta, mentre accarezzava dolcemente il corpo del suo uomo e fissava i begli occhi neri di lui; solo una piccola esitazione quando, abbandonate tutte le inibizioni, quegli occhi le sono sembrati del colore del cielo d’estate e ha sorriso, per poi perdersi nuovamente nel profumo di quella pelle conosciuta.

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