Maledizione

Per anni e anni ti ripeti “non sarò mai come lei!”, te lo stampi proprio nella mente e come un mantra te lo dici ogni volta che la vedi arrabbiarsi, soffrire, urlare, piangere. Poi passano gli anni e ti rendi conto che nonostante tutto, sei identica, hai fatto la stessa fine, le stesse scelte, ti sei fatta guidare dai sentimenti più che dal calcolo. Cerchi di convincerti che su certi aspetti tu sei “di più”: più determinata, più decisa, più sicura di te stessa, ma anche questi aspetti finiscono poi per essere confutati dal tuo stesso atteggiamento.
Ci deve essere una maledizione che aleggia tra le donne della mia famiglia: l’impossibilità di essere felici e purtroppo ha colpito anche me.

Mio padre si lamentava spesso con mia madre che lei era felice solamente quando era via di casa, al lavoro soprattutto; stamattina io mi sono resa conto che rido davvero raramente quando sono a casa, mentre al lavoro sono spesso sorridente, scherzosa e felice. Ci sono talmente tante cose che sto realizzando in questi ultimi tempi, vorrei tanto averle capite quando ero ragazza: il rapporto con mia madre sarebbe stato sicuramente migliore. È cosí dura avere un figlio; quando da piccola disubbidivo, i miei mi dicevano “per te dobbiamo fare tante rinunce” e nella mia testa la frase diventava “siccome dobbiamo darti da mangiare e mandarti a scuola, dobbiamo rinunciare ad andare al ristorante o a comprarci vestiti nuovi”. Cazzo non capivo che i soldi non c’entravano nulla! Mi rendo conto ora che io per mio figlio spenderei l’intero stipendio senza sentire nessun peso: la vera rinuncia di cui parlavano i miei genitori e tutti i genitori del mondo è la libertà. Un figlio ti toglie tutto, anche il respiro a volte: ami quella creatura, ma devi continuamente scendere a compromessi, non sei più libero di vivere la tua vita come vuoi, di rilassarti, di fare le cose con calma perché c’è sempre una lagna pronta a rovinarti la giornata alle 8 di mattina perché non vuole mettersi le scarpe. E tu devi urlare e, fidatevi, desideri solo arrivare prima possibile al lavoro per staccare la spina e goderti la libertà di essere te stessa.
Però poi ti manca, non vedi l’ora di tornare a casa per verdere tuo figlio; poi torni a casa e ti dicono che a scuola non ascolta, non ubbidisce, se ne sta in disparte e non partecipa alle attività e ti rendi conto di essere una pessima madre, che sei più brava a lavorare che a stare con tuo figlio; inoltre torni e lui nemmeno ti saluta, gli chiedi di raccontarti la sua giornata e non lo fa perché intento a guardare la tv. E maledici la tv che allontana i figlio, ma devi maledire solamente te stessa che l’hai piazzato lí davanti solo per avere la tua libertà.
Non è colpa mia, è che non mi ero mai resa conto di quanto un figlio potesse privarti della libertá.

È come il tradimento: la maggior parte delle persone sposate o che convivono da anni tradiscono perché sono libere solamente fuori casa, non è perché non amano più il partner: è che non ne possono più di sentirsi in una prigione fatta di tanti obblighi e poche pause.
Certo, i figli danno tanta soddisfazione, ma i genitori non sono robot automatici, hanno bisogno di emozioni, amore, comprensione, libertà. I figli non danno amore, l’amore dai figli te lo devi prendere, glielo devi tirare fuori col cavatappi, lo devi comprendere. Un altro sforzo insomma, troppi tutti assieme per un individuo che lavora, che ogni giorno è obbligato a rispettare regole, orari, rapporti di convenienza, a cedere il posto a chi ne ha bisogno, ad evitare zuccheri per non mettere su ciccia.

Advertisements

3 thoughts on “Maledizione

  1. dicono che essere genitori sia il più difficile mestiere al mondo…e ci credo. è difficile saper dare il giusto amore e la giusta educazione, intesa come “saper vivere” e non come “non dire parolacce”, ma cercando di rimanere se stessi, liberi e spensierati. sia per la mancanza di libertà,sia per altri motivi, queste cose condizionano al 90% il carattere dell’uomo adulto. ecco perchè quasi sempre da grandi si hanno problemi derivati dai rapporti con i genitori. non ho ancora figli quindi questo discorso di libertà non posso capirlo appieno, però credo che tu abbia ragione…

  2. Indubbiamente prima era meno difficile essere e fare le madri, perché non c’era tutta la libertà di adesso, anche lavorativa: si pensava solo ai figli, al marito e alla casa e non c’era spazio per altri pensieri. Già nel post dell’altro blog ti dissi cosa pensavo di te e lo penso tutt’ora, in particolare fai bene a tirare fuori simili pensieri “politicamente scorretti”.
    Smack!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

w

Connecting to %s