The Tram series: gelsomino

Da sempre sono legata alla schiavitù dei profumi: ogni volta che sento un profumo particolare mi torna alla mente un episodio particolare della mia vita. Nulla come il profumo mi consentente viaggiare con la mente verso i tempi passati e di perdermi nella malinconia del momento lontano, passato, sfuggito, che mai più tornerà. Il profumo di gelsomino per esempio che ora riempie il vagone del tram, mi ricorda Parigi, gli champs elysee, il mio trentaduesimo compleanno festeggiato nel battello sulla senna e il trench viola acquistato in quel negozio vicino all’Opera. In questo momento vorrei cospargermi di quel profumo, e lasciarmi andare al ricordo di quei giorni felici e spensierati quando , appena sposata, la vita mi sorrideva e l’amore era un sentimento spontaneo non ancora inquinato dal tempo che manca sempre, dall’abitudine di una vita condivisa e dagli impegni che obbligano a reprimere il sentimento in virtù del senso di responsabilità.
Ricordo quei tempi come i più belli della mia intera vita, quando il gelsomino impregnava i miei vestiti, dove il peso del mio corpo non era rilevante per la mia felicità e la lunghezza e il colore dei miei capelli erano sempre gli stessi, quasi il tempo si fosse fermato. Magari.
E quando tornammo a Parigi qualche anno dopo i miei capelli erano neri e più corti, quei 15 kg in più pesavano come un macigno in ogni passo e nelle foto mancava il sorriso, nonostante il posto felice in cui avevamo deciso di trascorrere quella breve vacanza di tre giorni a fine settembre.
Un settembre piovoso, come questo primo giorno oggi, stesso mese, 3 anni dopo, un città diversa ma non meno ostile. Spariti quei 15 kg, i capelli sempre scuri e corti dopo la crisi che li aveva voluti viola rosa azzurri e verdi in successione, ma ancora il cuore vuoto e solitario, mentre il profumo di gelsomino riempie le mie narici e la malinconia di quei tempi si fa lacrima che scende lungo la guancia.

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4 thoughts on “The Tram series: gelsomino

  1. Quanta amarezza traspare da questo post, ma fai bene a buttarla fuori! Non mi aspettavo però che tu definissi “crisi” quando colorasti i capelli con colori innaturali!

  2. bella, sentirti così però mi dispiace…io credo che anche con tante difficoltà si può cercare di trovare la spensieratezza di un tempo. è vero che si cambia, cambiano gli impegni ed altro, ma…provaci in tutti i modi a far le cose di un tempo, se star così non ti rende felice, fai qualcosa… ti abbraccio..

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