The train series: Hernest e la mucca Matilda

(scritta nel treno Vienna-Villach, ecco il perché dei nomi austriaci e dei paesaggi verdi)

Queste colline sembrano così pure che nulla può averle mai turbate, nemmeno gli orrori della grande guerra, che qui ha avuto radici, sembrano averle violate. Ma nessuno si ricorda di quando, a cavallo tra anni ’60 e ’70, una mucca fu ritrovata morta e impiccata ad un albero e il fatto fece talmente tanto scalpore tra i cittadini di Jjudenburg, da obbligare il sindaco e la polizia e pure il macellaio a mettere tutto a tacere.

La mucca aveva anche un nome, si chiamava Matilda e non so bene a quale razza appartenesse perché io di mucche non me ne intendo molto, ma era bianca con le chiazze nere; una mucca comune insomma, di come tante se ne vedono ancora oggi pascolare tra le colline austriache e non solo. Era stata violata dal contadino molte volte, no, non pensate male come al solito, il contadino aveva già moglie e amante che lo soddisfavano senza per forza doversi affidare agli orefizi di un animale, forse avrei dovuto dire fatta violare dal veterinario per farle produrre il latte. Perché voi non lo sapete, mamma e papà non ve lo dicono e vi fanno credere che la mucca produca il latte costantemente, come un rubinetto, ma come la vostra mamma ha prodotto il latte dopo al nascita del vostro fratello o la vostra, anche la mucca produce il latte dopo la nascita del vitellino. Peccato però che il vitellino glielo tolgono e lei pianga davvero tanto quando avviene; così è successo anche a Matilde , che si era disperata esattamente come le altre mucche quando le aveano strappato quel piccoletto, che proprio piccoletto a dire il vero non era se lo guardiamo dal nostro punto di vista,.

Mentre Matilda piangeva urlava e si disperava era passato per caso il piccolo Michael, che curiosi come un furetto, si fermò a guardarla. Michael aveva appena 5 anni, ma capiva quando una creatura stava soffrendo e provava compassione; così si avvicinò a Matilde, ma lei con un colpo di corna lo infilzò perforandone lo stomaco. Il piccolo rimase così appeso alle corna della mucca e mentre lei con il capo ne sollevava il corpicino smilzo ormai esamine, ancora lacrime scendevano dai suoi occhi, che si mescolavano con il sangue di Michael che grondava dalle corna.

Il fatto curioso, o strana sorte così come vogliamo chiamarlo, è che Michael era il figlio del contadino, non il figlio ufficiale diciamo, ma quello avuto con l’amante Eva e che Eva proprio in quel momento stava raggiungendo la casa del contadino per confessare la loro relazione alla moglie di lui: voleva mostrarle che il loro Michael era tale e quale al padre, ma ora che il corpo del piccolo era stato deturpato, non le sarebbe più stato possibile. Più che altro ora come ora la cosa non le importava più molto visto che il suo bambino le era stato portato via, strappato a forza da una cornata di un animale qualsiasi. Ma quello non era un animale qualsiasi era la mucca Matilde alla quale avevano appena portato via il suo vitellino!

Appena Eva vide la scena straziante, cominciò a strapparsi i capelli a ciocche e a urlare ed imprecare contro la vita che le aveva portato sempre tanta tristezza mentre ora, la sua unica fonte di gioia, era appesa alle corna di una mucca, squartato. Accorsero tutti e il contadino per primo: quando vide l’amante disperata l’abbracciò forte, ma lei si dimenò con violenza, si arrapicò sulla staccionata e guardando il volto delle persone accorse, ad una ad una, pronunciò la sua sententenza: amate intensamente perché la vita è troppo breve per essere vissuta nell’odio. Prese dalla borsa il coltello che aveva portato nel caso in cui la moglie del contadino avesse rifiutato di lasciarlo e si tagliò la gola.

Tutti i presenti rimasero a bocca aperta e vollero che nulla si sapesse in giro in quanto il contadino era anche il sindaco ed era una persone di quelle potenti, così come si dice. Presi i corpi della donna e del bambino, li seppellirono, poi legarono il cappio al collo della mucca e l’appesero ad un albero finché la mucca morì e fu ritrovata solo qualche giorno dopo dalle guardie forestali.

Questa è la storia che Hernest qui davanti mi ha raccontato passando per Judenburg, ma io poco ci credo perché mi chiedo prima di tutto: ma le mucche hanno corna così lunghe da poter perforare un bambino? E soprattutto: perché gli abitanti del paesello hanno impiccato la mucca anziché taglierle la gola e seppellirla assieme al bambino e alla mamma?

Bah, forse Hernest voleva solo spaventarmi.

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